Editare · Officina delle storie

Che cos'è davvero l'editing

27 settembre 2026 · 5 min di lettura

Che cos'è davvero l'editing

Che cos'è l'editing e perché è difficile farlo da sé (o farlo fare a una AI)

Editare è facile, si tratta di sistemare la grammatica e la sintassi, no?

No.

Editare è cucire un dialogo con un autore in modo da capire il suo punto di vista sul manoscritto, in maniera profonda, e da lì – e solo da quel punto di partenza – immaginare un lavoro da fare insieme per restituirlo in pagina.

È un lavoro che può durare a lungo – mesi, di solito – e che richiede molti scambi, il primo dei quali è fondamentale: cosa? Come? Perché? A Chi? Ovvero: cosa vuoi raccontare, qual è il tema che vuoi affrontare, da quale ferita nasce questo manoscritto, perché è così importante per te e perché dovrebbe esserlo per un lettore...

Vi chiederete: ma tutto questo cosa ha a che fare con un libro?

I libri hanno a che fare con le emozioni, raccontano l'eterna lotta dell'uomo per capire il mondo, gli altri uomini e le altre donne, la fatica di camminare sul filo teso dell'esperienza umana e non cadere giù. Sapere su quale filo cammini tu, e cosa di questo tuo equilibrio precario è finito in pagina, è essenziale.

E lo è anche per prenderne le distanze.

Perché un romanzo non è la tua seduta di psicoterapia, ma è un luogo in cui si mette in scena il conflitto, si orchestrano i personaggi, si determina tramite un movimento drammatico se e come il protagonista arriverà a capire quell'elemento di vitale importanza di cui sentiamo, pagina dopo pagina, che ha bisogno.

Dunque bisogna vedere insieme la trama e l'ordito, fabula e intreccio, storia e discorso – chiamatele come volete – e verificare la coerenza del mondo narrativo e dei personaggi, la loro adesione all'avventura che gli avete preparato.

E se il narratore non è quello giusto? Se non è corretto, o non è il migliore possibile, il punto di vista? La voce? Il tono? Sono quelli giusti?

Sono tutti problemi che vanno discussi in questa seconda fase, assieme al piano semiotico del testo, lo spazio dei simboli in relazione tra loro che suggeriscono al lettore gli elementi più profondi della storia senza spiegarglieli.

Solo alla fine ci occuperemo di scene – troppo lento, troppo veloce, didascalie inutili, dialoghi inefficaci o superflui – e di scrittura – luoghi comuni, frasi fatte, scrittura involuta o derivata e molte altre cose – e sarà la terza volta che torneremo sul romanzo.

È finita qui?

No. Alla fine, rileggeremo tutto un'ultima volta, perché tutto deve tornare anche mentre pronunciamo a voce alta le parole, e tutto deve suonare e risuonare.

Sei ancora convinto che basti sistemare gli avverbi modali per aver fatto un buon editing, e che chi ti chiede 300 euro per questo lavoro lo stia davvero facendo (o lo stia facendo così)?

Editare un testo è un lavoro lungo e oneroso, dal quale si esce sempre sfiniti e cambiati, perché si si sono apprese molte (moltissime!) nozioni di scrittura che spesso richiederebbero anni, e si è imparato anche qualcosa di più su noi stessi, sul nostro rapporto con la scrittura e con il nostro mondo interiore.

Buon vento,

Ci.